Come funziona e a cosa serve un essiccatore ad adsorbimento

8 giugno 2021

L’aria ambiente aspirata dal compressore contiene una certa quantità di vapore acqueo. Durante la compressione, la concentrazione dell’acqua aumenta, formando la condensa che deve essere trattata per evitare danni alle apparecchiature o alla produzione. 

Scopri nell’articolo come ottenere aria secca di qualità con un essiccatore ad adsorbimento.

Come funziona un essiccatore ad adsorbimento

In un essiccatore ad adsorbimento, il flusso di aria umida in uscita dal compressore passa attraverso un materiale dessiccante (gel di silice, setacci molecolari o allumina) per adsorbire ed eliminare l’acqua. In questo modo è possibile raggiungere un punto di rugiada in pressione di -70 °C.

Il materiale igroscopico che adsorbe l’acqua si satura gradualmente, quindi per consentire la continuità di funzionamento, in genere gli essiccatori ad adsorbimento hanno 2 serbatoi di essiccazione che funzionano alternativamente: mentre uno elimina l’acqua, l’altro si rigenera e viceversa. 

Perché scegliere un essiccatore ad adsorbimento

Gli essiccatori ad adsorbimento prevengono corrosioni, danni alle apparecchiature e problemi di qualità del prodotto finale.

Gli essiccatori a sostanza igroscopica sono utili quando la temperatura ambiente scende sotto lo zero, e in un essiccatore a ciclo frigorifero si formerebbero brina e ghiaccio all’interno delle tubazioni e negli scambiatori, compromettendone l’utilizzo.

Inoltre, gli essiccatori ad adsorbimento raggiungono punti di rugiada in pressione molto bassi (fino a -70 °C, mentre un essiccatore a ciclo frigorifero ha un PDP di +3 °C) e quindi sono in grado di eliminare ogni traccia di acqua dall’aria, permettendo l’utilizzo dell’aria compressa in tutte le applicazioni sensibili (come ad esempio nei settori elettronico, chimico, farmaceutico e alimentare).

Tipi di essiccatore ad adsorbimento

La tecnologia usata per la rigenerazione del materiale igroscopico determina il tipo di essiccatore ad adsorbimento, che si dividono in:

  • Rigenerati a freddo (PH) che sfruttano il 15-20% dell’aria compressa come aria di purga. Ideali per un costo d’investimento iniziale più basso e portate d’aria contenute.
  • Rigenerati a caldo (PE) con utilizzo di aria di purga al 10%. L’aria di scarico viene scaldata ed espansa, permettendo di utilizzarne meno rispetto al modello rigenerato a freddo, con un risparmio energetico fino al 25%.
  • Rigenerati a caldo (PB) con soffiante e 2% aria di purga. In questo tipo di essiccatore ad adsorbimento l’aria ambiente viene scaldata e soffiata sul materiale dessiccante.
  • “Zero Purge” (PB ZP) con soffiante e 0% aria di purga. Non utilizzando aria compressa per la rigenerazione, garantiscono bassi costi di esercizio e il minimo costo per ciclo di vita del prodotto.

Per garantire il funzionamento ottimale di un essiccatore ad adsorbimento e aria compressa di qualità, è necessario trattare l’aria a monte dell’essiccatore per eliminare l’eccesso di condensa e i residui di olio. Per questo è utile installare uno scaricatore di condensa, un separatore acqua-olio per il trattamento della condensa oleosa e un filtro a coalescenza per rimuovere i vapori di olio residui. A valle dell’essiccatore ad adsorbimento è utile installare un filtro antiparticolato per rimuovere eventuali particelle di materiale igroscopico dall’aria compressa.

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